La fluidità sessuale (sessualità fluida)

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“Riconoscere la fluidità sessuale significa che non importa quanto tu possa sentirti sicur* della tua sessualità in questo momento, potresti avere un’esperienza domani – o tra dieci anni – che ti posizionerà esattamente nel territorio delle minoranze sessuali.” 

Lisa Diamond, psicologa e ricercatrice.

Da qualche anno abbiamo iniziato a conoscere espressioni come fluidità sessuale o sessualità fluida, usate dai media per parlare di qualcosa che sembra un fenomeno nuovo, un cambiamento dei nostri tempi o qualcosa che ha a che fare con le nuove generazioni. Quello che, spesso, viene definito sessualità fluida è in realtà semplicemente un modo più flessibile e aperto di vivere ed esprimere la propria sessualità (con cui, in effetti, le nuove generazioni hanno più confidenza) e che spesso si riferisce a tutte quelle persone che non si identificano in un preciso genere o orientamento, lasciando così intendere che esistano le persone fluide e quelle che invece non lo sono.

In realtà, la fluidità sessuale è un concetto che scientificamente ha un’altra definizione e che ci riguarda tutt* in quanto essere umani: questo è ciò di cui parliamo in questa puntata.

Per fluidità sessuale si intende la capacità che tutt* abbiamo, in quanto esseri umani sessuati, di provare attrazione per nessuno o tutti i generi, a prescindere da quale sia l’orientamento sessuale in cui ci riconosciamo.

In sostanza, dal punto di vista scientifico, la fluidità è una caratteristica della sessualità umana in quanto tale. Non è detto però che tutt* ne facciano esperienza: qualcuno potrà sperimentarla e concretizzarla, mentre qualcun altro non la vivrà mai. Altr* ancora potrebbero provare attrazione per una persona che non rientra nel genere da cui solitamente sono attratt*, ma poi decidere di non comportarsi di conseguenza e non trasformare questa attrazione in qualcosa di più concreto nella realtà.

La fluidità sessuale è qualcosa che si manifesta in presenza di situazioni contingenti e che è stata osservata e studiata in precisi contesti, dove verosimilmente era più facile appunto osservarla e circoscriverne le caratteristiche, alcuni di questi contesti sono ad esempio l’ambiente carcerario e quello militare: in questi casi si è osservato che persone eterosessuali sono in grado di provare attrazione nei confronti di persone del proprio stesso genere in quella specifica situazione. E’ quindi possibile che, se quelle stesse persone non si fossero mai trovate in quella specifica situazione, forse non si sarebbero mai accorte di possedere questa capacità.

Ma non è necessario che la situazione contingente sia imposta o molto strutturata, come negli esempi che ho appena fatto: è possibile infatti che una persona provi attrazione sessuale per un’altra anche semplicemente grazie ad un contesto particolarmente favorevole, ad esempio un incontro fortuito in un determinato luogo o circostanza o in un particolare momento della vita.

Capisco che, per molti di noi, questo concetto possa sembrare completamente fuori dal mondo, soprattutto perché in questo podcast si parla di identità e siamo abituati a vedere l’identità come qualcosa di stabile, che ci definisce in modo assoluto. Se però abbracciamo l’idea che la fluidità sessuale esista, permettiamo a noi stessi di cogliere una grande opportunità per conoscere ancor meglio la nostra identità, senza andare ad intaccarla: le due cose, infatti, possono coesistere e questo forse può essere compreso meglio se capiamo cosa non è la fluidità sessuale.

1) La fluidità sessuale non è un orientamento che si aggiunge agli altri: le persone non sono, ad esempio, etero, gay o “fluide”. Il motivo è quello che abbiamo detto prima: la fluidità sessuale è una caratteristica trasversale e comune a tutti gli esseri umani, mentre l’orientamento è una componente che definisce la nostra identità, che è tendenzialmente stabile nel tempo ma non immutabile. Se ci capitasse di sperimentare la fluidità è proprio in quel caso che percepiremmo un cambiamento nel nostro orientamento, anche se magari sarebbe transitorio.

2) La fluidità, inoltre, non modifica l’identità sessuale: il nostro essere sessualmente flessibili, non modifica la nostra personale concezione di chi siamo e cosa ci rende noi stess*. Essere “fluidi” non significa che la nostra identità cambi in continuazione oppure che non ne abbiamo una, significa semplicemente che abbiamo la naturale capacità di provare attrazione per tutti i generi, che questa attrazione si può manifestare in alcune circostanze della vita e che, se vogliamo, possiamo anche concretizzarla con comportamenti coerenti con quello che sentiamo. 

3) La fluidità sessuale, poi, non è la fluidità di genere: la fluidità di genere indica una persona che non si identifica in modo univoco né col maschile né col femminile e che si muove, spazia, abbraccia i diversi generi, senza polarizzarsi. Le persone che si identificano in questa identità di genere vengono definite gender fluid.

Infine, c’è una cosa che proprio la fluidità sessuale non è, e cioè nuova: non è un fenomeno nuovo né appartenente solo al genere umano.

In quanto caratteristica della sessualità umana, possiamo ipotizzare che le persone siano sessualmente fluide da sempre: quello che è cambiato è l’attenzione verso la sessualità e le sue forme di espressione.
Questo possiamo capirlo meglio pensando a quanto sia cambiata la concezione della sessualità femminile: statisticamente, infatti, la fluidità sessuale viene vissuta ed espressa più frequentemente dalle donne ma, per molti anni, la sessualità femminile non è stata studiata affatto, perché si dava per scontato che avesse lo stesso funzionamento di quella maschile o che si esprimesse solo in funzione di quest’ultima.
Il fatto che la scienza si sia accorta, ad un certo punto, che era necessario studiare la sessualità femminile separatamente dal suo rapporto con quella maschile, ha portato piano piano a comprendere anche meglio il concetto di fluidità.

Ma capire la fluidità sessuale ha un’importanza ancora maggiore perché, per molti versi, rivoluziona il modo in cui pensiamo alla sessualità:

  1. L’orientamento sessuale non è immutabile nel tempo: questo significa che, qualunque sia il nostro orientamento, tutt* possiamo sperimentare, anche se temporaneamente, orientamenti sessuali differenti.
  2. L’eteronormatività, cioè l’atteggiamento di considerare l’eterosessualità come l’unico orientamento possibile, ha ancora meno senso e, come spesso accade, è proprio lo studio della natura – in questo caso quella umana – ci può far riflettere in questo senso.

FONTI:

Johonnot K.N. Fluidity in Women’s Sexuality. Duke University, 2016 (Tesi di laurea).

Diamond L.M. Sexual Fluidity. Understanding Women’s love and Desire. Harvard University Press, 2008.

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