“La sessualità sta diventando sempre più fluida”, “La sessualità del futuro sarà fluida”, “Con tutta questa fluidità sessuale che si vede oggi…”.
Immagino che avrete sentito o letto i termini fluidità sessuale piuttosto di frequente, soprattutto nel corso dell’ultimo anno. Un caso emblematico in cui i media italiano hanno abusato della definizione di sessualità fluida è stato quello di Damiano, il cantante dei Maneskin.
Questa definizione viene usata dai mezzi d’informazione – e sempre più spesso dalle persone in generale – per indicare in realtà un po’ di tutto: chi non si riconosce in uno specifico orientamento sessuale, chi esprime la propria identità di genere con un mix di maschile e femminile, chi prova attrazione in misura differente per entrambi i generi.
Da un lato, è normale che ci sia un uso generico di questa definizione: fluidità è un termine che può voler dire tante cose e può prestarsi a interpretazioni. Dall’altro, però, la fluidità sessuale è qualcosa di importante da conoscere, perché di fatto ha rivoluzionato la concezione scientifica della sessualità umana e può potenzialmente ridimensionare l’idea dell’orientamento sessuale come qualcosa di biologicamente dato e immutabile nel tempo.
Cos’è quindi la fluidità sessuale?
Per fluidità sessuale si intende la capacità che TUTTI abbiamo, in quanto esseri umani sessuati, di provare attrazione, sensazioni fisiche e desiderio sessuale per nessuno o entrambi i sessi, a prescindere da quale sia l’orientamento sessuale in cui ci riconosciamo.
Si manifesta solitamente in presenza di situazioni contingenti o di un particolare contesto. I contesti in cui è stata maggiormente osservata sono l’ambiente carcerario e quello militare: in questi casi si è osservato che persone eterosessuali sono in grado di provare attrazione nei confronti di persone dello stesso sesso.
La fluidità sessuale però non si manifesta solo nelle persone etero: chiunque, qualunque sia il proprio orientamento, può sperimentarla. E non è necessario che la situazione contingente sia imposta dall’esterno, come ad esempio nel contesto del carcere: è possibile infatti che una persona provi attrazione sessuale per un’altra anche semplicemente grazie ad un contesto particolarmente favorevole – ad esempio un incontro fortuito in un determinato luogo o circostanza – che le faccia percepire quella persona come particolarmente attraente, nonostante non faccia parte del genere da cui solitamente è attratta.
In sostanza, dal punto di vista scientifico, la fluidità è una caratteristica della sessualità umana in quanto tale. Non è detto però che tutti noi ne facciamo esperienza: qualcuno potrà sperimentarla ed esprimerla con comportamenti sessuali, altri non la sperimenteranno mai. Altri ancora potrebbero provare attrazione ma non agirla con comportamenti sessuali.
Quando sbagliamo ad usare la definizione di fluidità sessuale?
Tra gli errori più comuni c’è quello di identificare la fluidità sessuale con un orientamento sessuale o con qualche altro componente dell’identità sessuale. Per capirci meglio, vediamo qual è la differenza tra questi due concetti e perché non vanno confusi con quello di fluidità sessuale.
1) Cos’è l’identità sessuale
L’identità sessuale è un termine “ombrello” che racchiude tutti quegli elementi che compongono la concezione che abbiamo di noi stessi come esseri umani sessuati. L’identità sessuale, quindi, si compone di diversi elementi:
- Il sesso biologico con cui si è nati: maschio, femmina o altri.
- L’identità di genere: il riconoscersi e il sentirsi a proprio agio in un genere o in nessuno dei generi. L’identità di genere non sempre corrisponde al sesso biologico.
- Il ruolo di genere: l’insieme dei comportamenti che vengono socialmente e culturalmente considerati appropriati per un determinato genere. Il ruolo di genere non è affatto biologicamente determinato e una persona può decidere se allinearsi ai ruoli di genere presenti nel proprio contesto socio-culturale, allinearvisi in parte, oppure per nulla.
- L’orientamento sessuale
2) Cos’è l’orientamento sessuale
L’orientamento sessuale è quell’aspetto della nostra identità sessuale che risponde alla domanda “Da quale genere (maschile, femminile o altri) sono attratt* sessualmente?” ed è un tratto dell’identità sessuale tendenzialmente stabile nel tempo.
Diciamo che, semplificando molto questo argomento, possiamo identificare 5 orientamenti sessuali principali:
- Orientamento eterosessuale: mi piacciono le persone del sesso opposto.
- Orientamento omosessuale: mi piacciono le persone del mio stesso sesso.
- Orientamento bisessuale: mi piacciono in egual misura persone del sesso opposto e persone dello stesso sesso.
- Orientamento pansessuale: il sesso biologico di una persona non è rilevante per me, posso trovare attraenti persone di tutti i generi (maschile, femminile, transgender).
- Orientamento asessuale: non provo nessun tipo di attrazione sessuale per nessuna persona, sia essa del mio stesso sesso, del sesso opposto o transessuale.
Ora, vediamo perché la fluidità sessuale è un concetto diverso da tutto questo.
1) La fluidità sessuale non è un orientamento sessuale che si aggiunge agli altri: le persone non sono, ad esempio, etero, gay o “fluide”. Il motivo è quello che abbiamo detto prima: la fluidità sessuale è una caratteristica trasversale e comune a tutti gli esseri umani, mentre l’orientamento è una componente che definisce la nostra identità sessuale.
Per indicare chi non si riconosce pienamente in uno di questi orientamenti, ma si colloca tra uno e l’altro – ad esempio si può essere attratti maggiormente dagli uomini, ma provare comunque attrazione sessuale, anche se in misura minore, per le donne – ci sono dei termini quali “eteroflessibile” o “omoflessibile”, oppure “prevalentemente etero” o “prevalentemente gay”. Questo però non c’entra con il concetto di fluidità sessuale.
2) La fluidità non modifica l’identità sessuale: il nostro essere sessualmente flessibili, infatti, non modifica la nostra personale concezione di chi siamo come esseri sessuali, che comprende essere nati con un certo sesso biologico e sentirci o meno a nostro agio con quel sesso biologico; comprende esprimere i ruoli di genere in modo del tutto personale e vivere liberamente l’attrazione sessuale che sentiamo (o non sentiamo) verso gli altri. Tutti questi elementi compongono la nostra identità sessuale e “fluidità sessuale” non significa che la nostra identità cambia continuamente o che non abbiamo un’identità.
3) La fluidità sessuale non è neppure da confondere con la fluidità di genere: la fluidità di genere (persone gender fluid o gender queer) è un’espressione della propria identità e ruolo di genere che non si identifica pienamente né col genere maschile né col genere femminile, ma può essere un mix dei due generi oppure un’espressione del tutto personale che non esprime nessuno dei due generi.
Infine, la fluidità sessuale non è un fenomeno nuovo.
In quanto caratteristica della sessualità umana, le persone sono da sempre sessualmente fluide: è l’attenzione verso la sessualità che è cresciuta, inoltre la ricerca ha scoperto che la fluidità sessuale viene espressa più frequentemente dalle donne e, per molti anni, la sessualità femminile non è stata studiata o si è dato per scontato che avesse gli stessi meccanismi di funzionamento di quella maschile. Con l’aumento dell’attenzione – e della ricerca – sulla sessualità femminile, si è giunti anche ad una comprensione maggiore di che cosa sia la fluidità sessuale.
Perché dare tutte queste definizioni e queste etichette?
Per vivere la nostra sessualità non abbiamo bisogno di conoscerne tutte le componenti nel dettaglio: la conoscenza approfondita e analitica della sessualità umana interessa soprattutto a chi fa ricerca scientifica, ai medici e agli psicologi ed è da questo contesto scientifico che arrivano le categorie e le definizioni.
Potremmo tranquillamente amare persone dell’altro sesso senza sapere cosa sia l’eterosessualità o amare persone del nostro stesso sesso senza sapere cosa sia l’omosessualità: d’altronde l’abbiamo sempre fatto, anche prima che tutte queste definizioni entrassero a far parte del nostro linguaggio.
Le etichette, però, non servono solo alla scienza: quando do un nome ad una cosa significa che ne sto ammettendo l’esistenza, che posso comprenderla e legittimarla, sia a me stess* che con gli altri. È da qui che deriva l’importanza di avere un’identità – anche sessuale – per il nostro benessere psicologico. Qualunque sia, questa identità.
Ma capire la fluidità sessuale ha un’importanza ancora maggiore perché, per molti versi, rivoluziona il modo in cui pensiamo alla sessualità:
- L’orientamento sessuale non è immutabile nel tempo: questo significa che, qualunque sia il nostro orientamento, tutti noi possiamo sperimentare, anche se temporaneamente, orientamenti sessuali differenti.
- L’eteronormatività ha ancora meno senso: se potenzialmente siamo tutti in grado di sperimentare orientamenti sessuali diversi, ha sempre meno senso considerare l’eterosessualità come l’unico orientamento possibile, “naturale” o legittimo, perché è la fluidità, in sostanza, ad essere la caratteristica propria della sessualità umana.
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FONTI:
Johonnot K.N. Fluidity in Women’s Sexuality. Duke University, 2016 (Tesi di laurea).
Diamond L.M. Sexual Fluidity. Understanding Women’s love and Desire. Harvard University Press, 2008.
Una replica a “Cos’è la fluidità sessuale?”
[…] l’orientamento sessuale, non fanno eccezione e questo è spiegato molto bene dal concetto di fluidità sessuale: la sessualità umana è, infatti, di per sé fluida e l’orientamento sessuale è sicuramente una […]
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