Cosa intendi per Crescita Personale?

Premessa: io sono una grande fan della Crescita Personale. L’aspetto che mi ha sempre attratto maggiormente è quello legato alla produttività e alla gestione del tempo, perché in effetti concordo su un concetto molto diffuso in questo campo: le persone che riescono in un determinato ambito della vita, la maggior parte delle volte, si sono semplicemente impegnate più degli altri in quella specifica cosa (un po’ come la pratica deliberata di cui parlo qui).

Alcune di queste tecniche possono essere davvero utili, soprattutto a coloro che fanno una o più attività indipendenti e hanno regolarmente delle scadenze. Oppure, per tutti coloro che hanno un lavoro dipendente ma vogliono abbandonarlo per diventare imprenditori o liberi professionisti e, per un periodo, devono lavorare parallelamente a entrambe le cose.

Tra quelle che ancora non mi abbandonano ci sono la celeberrima Tecnica del Pomodoro e tutte le modalità possibili per fare le to do list: trovo che uno dei massimi piaceri della vita sia mettere una spunta a forma di “V” sulla casellina corrispondente quando hai terminato un’attività.

Da questo punto di vista, tralasciando le mie perversioni relative alle liste, potremmo intendere la Crescita Personale come un modo efficace di gestire una vita complessa: ho degli obiettivi da raggiungere ma, per raggiungerli, devo mettere in atto un piano che mi permetta di portare avanti efficacemente più attività contemporaneamente. Punto. Fin qui non ci trovo nulla di male: aggiungo nuovi obiettivi alla mia vita, la mia vita diventa più complessa, metto in atto delle tecniche per gestire la complessità e raggiungere l’obiettivo. E questo rappresenta in effetti una crescita: ho imparato cose nuove, la mia vita è cambiata/migliorata in alcuni aspetti, e anche la mia persona.

Se fosse proposta solo in questo modo, la Crescita Personale non mi creerebbe troppi dubbi perché sarebbe molto più trasparente ma, forse, non sarebbe il giro d’affari miliardario che è oggi.

Che cosa c’è che non va nel mercato della Crescita Personale?

Possiamo definire la Crescita Personale – uso le maiuscole per indicare ciò che viene comunemente venduto come Crescita Personale e per differenziarlo dal concetto più generico di crescita individuale come percorso di sviluppo – come un insieme di tecniche che una persona può mettere in atto quotidianamente per migliorare concretamente alcuni aspetti della sua vita, solitamente legati alla produttività e al raggiungimento di obiettivi lavorativi, economici o relazionali.

Su queste tematiche fioriscono blog, best seller, corsi che vanno da poche centinaia a diverse migliaia di euro e moltissima comunicazione on line basata sul marchio personale dei coach e dei guru di riferimento, che rappresentano l’incarnazione del successo, concetto chiave e fine ultimo della Crescita Personale.

Il problema è che ciò che viene venduto con il nome di Crescita Personale è un’idea di successo sempre uguale a sé stessa e che non lascia spazio ad altre interpretazioni. Si parla di:

  • Successo economico: diventare ricchi o comunque guadagnare di più;
  • Successo lavorativo: fare un lavoro più remunerativo o più riconosciuto socialmente;
  • Successo relazionale: diventare più estroversi e affabili, diventare leader, influenzare gli altri, conquistare un potenziale partner.

Il raggiungimento del successo in ciascuno di questi tre ambiti passa attraverso il miglioramento delle performance: portare a termine più cose in minor tempo, diventare più bravi nel parlare in pubblico, padroneggiare delle tecniche persuasive e via dicendo. Al tempo stesso, fanno perno sul desiderio di entrare a far parte di una sorta di élite in qualche modo privilegiata, non solo dal punto di vista economico, ma anche a livello sociale o intellettuale.

Tony Robbins, forse il più famoso guru della Crescita Personale nel panorama americano, organizza incontri dal vivo in tutti gli Stati Uniti a ciascuno dei quali partecipano migliaia di persone. Susan Cain, nel suo libro Quiet (di cui ho parlato qui), racconta la sua esperienza ad uno di questi seminari, Unleash the Power Within, dal costo che va dagli 895 ai 2.500 dollari per partecipante. L’autrice nota come il marchio “Tony Robbins” cerchi di vendere uno dei suoi prodotti in qualsiasi momento e, in particolare, rimane colpita dal pacchetto annuale Platinum che, per la modica cifra di 45.000 dollari, comprende la possibilità di fare un viaggio con Tony Robbins in persona e il suo eletto gruppo di pari, sottolineando come entrare a far parte del giusto gruppo di pari ti porterà, di conseguenza, ad avere il loro stesso successo.

Naturalmente tutto questo è legittimo e anche condivisibile: non intendo criticare i valori, i desideri o gli obiettivi di nessuno. Ognuno ha i suoi e il volersi migliorare, da qualunque punto di vista, è un valido stimolo personale.

Però c’è una cosa da tenere sempre in mente quando si parla di Crescita Personale: si tratta di tecniche.

Inizio ad avere problemi con questa idea di Crescita Personale nel momento in cui si da per scontato che sia l’unica possibile, come se tutti avessero gli stessi desideri, fossero fatti allo stesso modo e non esistessero altri modi di crescere e migliorare. Se cerchi su Google “crescita personale” non trovi qualcosa che non sia questo, nonostante il significato generico dei due termini. Ma questo modello di successo rimanda ad un modello di vita e di persona a cui non necessariamente tutti aspirano.

Mi pongo poi seri dubbi quando questo tipo di Crescita Personale si vende con l’obiettivo di far il raggiungere la completa felicità e autorealizzazione a chiunque segua un determinato corso, compri un certo libro o segua un certo metodo in N passi. Quando viene erroneamente sovrapposta alla psicologia, in termini di aree di competenza e obiettivi, poi, devo dire che mi assale proprio lo sconforto.

Mi spiego meglio.

Partiamo dal primo punto. La felicità è uno stato d’animo complesso e il suo raggiungimento – che comunque non avviene mai una volta per tutte, ma piuttosto in modo altalenante o ciclico – dipende da tanti diversi fattori: dal contesto in cui viviamo, dai valori che abbiamo interiorizzato e da quanto siamo in grado di vivere in accordo con essi, dalla rete sociale che ci circonda, dal modo con cui reagiamo alle circostanze positive o negative della vita, eccetera.

Quello di felicità è un concetto così variegato che esiste un’intera branca della psicologia sperimentale – la Psicologia Positivache studia quali siano i fattori che rendono le persone felici.

Persone diverse si sentono felici in situazioni diverse, perché non tutti abbiamo gli stessi valori e bisogni, ma una cosa è certa: la felicità non è una questione di performance.

Per quanto riguarda il confondere la Crescita Personale con la psicologia, non è tanto una questione gerarchie, quanto di finalità e metodi differenti: se una persona che avrebbe bisogno di rivolgersi ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta (spiego meglio la differenza qui) ripone tutte le sue speranze in un percorso come quelli di cui abbiamo parlato finora, capite bene che è un po’ come andare in giro con un’auto scassata e pensare di risolvere il problema lucidandola una volta al giorno.

Senza contare che anche persone che hanno subito gravi traumi o soffrono di profondi disagi si rivolgono alla Crescita Personale per superare i loro problemi.

La felicità, come dicevamo prima, è una cosa complessa e, a volte, il suo raggiungimento passa anche per un livello di introspezione che la Crescita Personale – a dispetto del nome – non prende minimamente in considerazione, perché gratta solo la superficie del mondo interiore di una persona, che è poi ciò che influenza tutto quello che fa. 

A mio avviso, la vera crescita personale è quella che, man mano, col passare del tempo, “costruisce” una persona il più autentica possibile, il più solida possibile, il più congruente possibile con sé stessa, con i propri bisogni e i propri desideri, qualunque essi siano. E che permetta a quella persona di vivere una vita in cui ciò che fa e ciò che la fa stare bene diventino, piano piano, la stessa cosa.

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